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AcasăCarrieraPassione, determinazione e il percorso verso - l'Imprenditorialità: Intervista con Turchetta Nicola

Passione, determinazione e il percorso verso – l’Imprenditorialità: Intervista con Turchetta Nicola

Turchetta Nicola, un giovane intraprendente e determinato, che sta tracciando il proprio percorso di crescita con passione e dedizione. Un percorso di vita non semplice che lo porta ad iniziare a lavorare al bar della madre già in giovane età, fino ad arrivare ad oggi con grande orgoglio, a capo di un ufficio tecnico. La sua visione ambiziosa lo spinge a perseguire il sogno di diventare un imprenditore d’eccellenza, sempre orientato al successo e alla realizzazione dei propri obiettivi.

C&B: Qual è la tua principale attività e quali compiti comporta la gestione dell’ufficio tecnico?

Turchetta Nicola: La mia attività principale consiste nel fornire e organizzare il lavoro per la parte produttiva dell’azienda, nonché gestire i clienti e le varie problematiche che ne posso scaturire.

C&B: Puoi condividere con noi la tua esperienza lavorativa, dalla giovinezza al ruolo attuale di responsabile dell’ufficio tecnico?

Turchetta Nicola: La storia della mia “carriera” è piuttosto semplice… sin da giovane mi sono sempre dato da fare, dal servire al bar di mia madre da ragazzino per continuare nell’adolescenza come meccanico di moto. Una volta diplomato sono stato assunto come responsabile di un centro di revisioni auto e moto, data la mia passione per i motori e la mia propensione alla gestione ne ero davvero entusiasto; Col passare del tempo però capii che la mia passione non mi dava granchè da vivere e quindi decisi di andare a lavorare in fabbrica, alla ricerca di un lavoro che pagasse meglio. In questa avventura mi occupavo della gestione di un reparto produttivo, sia dal lato organizzativo che dal lato produttivo. Andando avanti col tempo il fatto di lavorare senza un obiettivo non faceva per me, così ho sempre ricercato posti di lavoro che potessero darmi una crescita personale e non solo una crescita monetaria. Il tutto mi porta dove sono oggi. Ho molta strada ancora davanti a me, ma sono sicuro che la mia meta, ogni giorno che passa è sempre più vicina.

C&B: Fin da giovane avevi un’aspirazione imprenditoriale. Cosa ti ha spinto a perseguire questo sogno e come è cambiata la tua visione nel corso degli anni?

Turchetta Nicola: La mia visione da ragazzino è sempre stata molto diversa da quelle dei miei coetanei… Gli altri bambini sognavano di diventare poliziotti o calciatori, io ho sempre sognato di essere un imprenditore. Il fatto di avere le “mani” un po’ ovunque, l’indipendenza e sopratutto la possibilità di una vita migliore è sempre stato il mio obiettivo. Con il passare degli anni, sono riuscito a togliermi un bel po’ di soddisfazioni e anche se sono giovane una cosa l’ho capita. Questo mio desiderio ardente di raggiungere l’imprenditorialità non è dovuto all’esigenza di possedere cose costose, ma di poter dire IO CE L’HO FATTA.

C&B: Hai menzionato la crescita come un principio fondamentale. Come integrare la crescita personale e professionale nella tua vita quotidiana?

Turchetta Nicola: Non so se si possa considerare un principio di vita, ma l’unica cosa a cui non posso e non vorrò mai rinunciare è la crescita in generale… Smettere di crescere vuol dire fermarsi, e fermarsi in un’epoca come la nostra vuol dire soccombere al mondo e rimanere nell’ignoranza.

C&B: Come eventi come crisi, guerre e pandemie hanno influenzato il tuo lavoro e la tua prospettiva sulla vita?

Turchetta Nicola: Le varie crisi, guerre, pandemie ecc. non hanno influenzato la mia attività lavorativa più di tanto; Certo… la mole di lavoro ha una tendenza più variabile e meno stabile rispetto a qualche anno fa , ma come tutto ci si adatta. La cosa che, questi eventi hanno cambiato in me, è la consapevolezza di me stesso e il fatto di non voler più perdere tempo dietro a cose che distolgano l’attenzione dai veri obiettivi della vita.

C&B: Qual è stato l’episodio più sorprendente o gratificante nella tua carriera finora?

Turchetta Nicola: Il mio lavoro consiste nell’anticipare le possibili problematiche ed eventualmente risolvere i problemi, perciò non ho aneddoti “divertenti”. L’unica cosa che mi ha lasciato di stucco è stato qualche tempo fa, mentre collaboravo come braccio destro per un brand di borse di lusso. Dopo un po’ di tempo e lavoro investito, riuscì a creare una collaborazione tra questo brand e un circuito di golf, e il titolare di questo circuito mi disse: Nicola, all’inizio non volevo neanche risponderti al messaggio su Linkedin , data la tua giovane età pensavo volessi solo vendermi qualcosa, ma per fortuna che l’ho fatto! . Ecco.. questo episodio mi ha fatto molto riflettere nonché molto piacere.

C&B: Hai menzionato la tua filosofia di lavoro come se l’attività fosse tua. Come gestisci il rapporto tra dipendente e titolare?

Turchetta Nicola: Io ai miei titolari , per far capire che tipo di persona sono , ho sempre detto: so che il rapporto di lavoro tra dipendente e titolare è prettamente una questione di business/affari. Io intendo lavorare come se l’attività fosse mia, però dovete darmi modo di portare migliorie e di lavorare come un team, perché è il team che fa la differenza non il singolo.

C&B: Quali consigli dai a coloro che si avvicinano al mondo del lavoro, basati sulla tua esperienza?

Turchetta Nicola: L’unico consiglio che posso dare a chi si sta approcciando al mondo del lavoro è: non focalizzatevi solo nel trovare lavoro che abbia a che fare con la vostra passione, ma fate esperienze di vario tipo, e mettete passione in ogni cosa che fate. Vedrete che non ve ne pentirete.

C&B: Come hai visto cambiare la società dopo la pandemia e quali insegnamenti hai tratto da questo cambiamento?

Turchetta Nicola: Dopo la pandemia la società è cambiata e possiamo dire che ha avuto un’accellerata notevole. Il mondo nel giro di 2-3 anni è cambiato totalmente, perciò a tutti quelli che hanno ancora in testa la frase: abbiamo sempre fatto così e sempre faremo così dico… il progresso bisogna abbracciarlo non rinnegarlo; Imparare dai errori del passato si, ma non restarci fermi.

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